L’anoressia sembra essere un disturbo della nostra epoca: gli individui affetti da questo disturbo tendono ad essere istruiti, di sesso femminile, economicamente vantaggiati e radicati nella cultura occidentale. E’ noto ai più e confermato dalla letteratura medica che i disturbi dell’alimentazione sono forme di disturbo culturali ed etniche: l’anoressia è praticamente sconosciuta nel mondo non occidentale e, da sempre, viene considerata un disturbo dei ricchi, viene definita la “sindrome della ragazza ricca”, “la sindrome della società opulenta”; l’anoressia è praticamente sconosciuta nelle nazioni nelle quali la magrezza non viene considerata una virtù.
“…dai paesi del Terzo Mondo, dove il cibo è un bene scarso e conteso, la letteratura medica non riporta casi di anoressia nervosa. Al contrario in Giappone, crescentemente occidentalizzato e affluente, il numero di casi di anoressia aumenta in modo impressionante. L’abbondanza del cibo, offerto a profusione o perfino imposto, sembra costituire perciò un cofattore sociale primario” (Selvini Palazzoli M., 1988).
“… Come non si può giocare a calcio senza il pallone o a golf senza il bastone, così non si può giocare con il rifiuto del cibo se il cibo non c’è e non è offerto” (Selvini Palazzoli M., 1988).
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