Una delle difficoltà centrali delle anoressiche è la separazione dalla famiglia, l’ingresso nel mondo degli adulti, le minacce che queste difficoltà pongono al senso di identità personale. Sovente infatti quando una ragazza entra nell’adolescenza, spesso prova sentimenti di inadeguatezza e dipendenza, che rendono molto difficoltoso il processo di distacco dalla famiglia per iniziare una vita autonoma.
La famiglia delle anoressiche non è in grado di affrontare la riorganizzazione della propria struttura al momento dell’adolescenza dei figli.
Le pazienti anoressiche sono solite possedere un legame emozionale distorto con la madre. In queste famiglie il legame madre-figlia tende ad essere particolarmente intenso, spesso in conseguenza di una forte identificazione della madre con la figlia come compensazione di una relazione deludente con il marito: generalmente tale delusione è rimasta inespressa in nome dell’“armonia familiare”; un legame troppo stretto ed un eccessivo controllo da parte della madre possono inibire la ricerca dell’autonomia della figlia.
M. Selvini Palazzoli sostiene che nelle famiglie delle anoressiche il rapporto di coppia dei genitori è caratterizzato, in generale, da rancore, amarezza e profondo risentimento reciproco tra i partner. Questi conflitti non vengono mai ammessi, anzi, sono mascherati da una facciata di armonia e deviati mediante un’eccessiva sollecitudine per i figli.
Già nel 1973 Hilde Bruch, di formazione psicoanalitica, nella pubblicazione del suo libro sui disturbi dell’alimentazione “Eating Disorders” sosteneva che l’anoressia dovesse essere interpretata in termini di sviluppo della personalità globale all’interno del contesto della famiglia.
La famiglia delle anoressiche non è in grado di affrontare la riorganizzazione della propria struttura al momento dell’adolescenza dei figli.
Le pazienti anoressiche sono solite possedere un legame emozionale distorto con la madre. In queste famiglie il legame madre-figlia tende ad essere particolarmente intenso, spesso in conseguenza di una forte identificazione della madre con la figlia come compensazione di una relazione deludente con il marito: generalmente tale delusione è rimasta inespressa in nome dell’“armonia familiare”; un legame troppo stretto ed un eccessivo controllo da parte della madre possono inibire la ricerca dell’autonomia della figlia.
M. Selvini Palazzoli sostiene che nelle famiglie delle anoressiche il rapporto di coppia dei genitori è caratterizzato, in generale, da rancore, amarezza e profondo risentimento reciproco tra i partner. Questi conflitti non vengono mai ammessi, anzi, sono mascherati da una facciata di armonia e deviati mediante un’eccessiva sollecitudine per i figli.
Già nel 1973 Hilde Bruch, di formazione psicoanalitica, nella pubblicazione del suo libro sui disturbi dell’alimentazione “Eating Disorders” sosteneva che l’anoressia dovesse essere interpretata in termini di sviluppo della personalità globale all’interno del contesto della famiglia.

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